lunedì 17 novembre 2014

Mertens spaventa Napoli

Bruxelles, 16 Novembre 2014. Si gioca Belgio-Galles, partita del girone B valida per le qualificazioni ad Euro 2016. I gallesi riescono a fermare i diavoli rossi di Wilmots sul risultato di 0 a 0. Battuta d'arresto per il Belgio, e brutte notizie per i tifosi del Napoli. Il folletto azzurro Dries Mertens, subentrato al 73' al giovane talentino di proprietà del Liverpool Divock Origi, riceve una pericolosa testata dal gallese Williams. Mertens rimane a terra, incosciente per qualche minuto, dopodichè esce in barella. L'infortunio scatena il terrore sia tra i compagni di nazionale, sia tra i tifosi del Napoli, che nel giro di una settimana si ritroverebbero senza Insigne e senza il suo sostituto designato. Per fortuna gli esami scongiurano lesioni alla testa, e ci pensa lo stesso Mertens a rassicurare tutti sul suo stato di salute con un tweet. Oggi il belga tornerà a Napoli per ulteriori esami, ma dovrebbe essere a disposizione del mister Benitez già per la gara in programma Domenica contro il Cagliari di Zeman.

lunedì 15 settembre 2014

Le pagelle di Napoli-Chievo.

Rafael: Mai impegnato seriamente dagli uomini di Corini, non può nulla sul gol segnato da Maxi Lopez. VOTO: 6

Maggio: Prestazione  insufficiente. Distratto in difesa, poco propositivo in attacco. Dialoga bene con Callejon, ma ogni suo cross è preda dei difensori avversari. VOTO 5

Albiol: Distratto, impacciato, lento. Dov'è finito il vero Albiol? Il Napoli per tornare a vincere ha bisogno di ritrovare il leader della sua difesa, ma fino ad ora, nessuna traccia del giocatore attento e concentrato dello scorso anno. Si perde Maxi Lopez sia in occasione della traversa colpita a metà primo tempo, sia in occasione del gol. VOTO 4

Koulibaly: Una delle poche note positive viste ieri. Sempre attento, giganteggia sulle palle alte. Pecca un po' in fase d'impostazione, ma può migliorare. VOTO 6,5

Zuniga: Prestazione senza infamia e senza lode. Qualche buono spunto, un ottimo tiro dalla distanza che impegna seriamente l'insuperabile Bardi e poco altro. VOTO 5.5

Inler: Anche per lo svizzero una prestazione mediocre. Mai una giocata illuminante, mai un passaggio degno di nota. Meglio in copertura che in impostazione. VOTO 5.5

Jorginho: Dov'è finito il giocatore ammirato nell'Hellas Verona nella prima parte della scorsa stagione? Dovrebbe essere il regista degli azzurri, ma si limita ad appoggiare il pallone verso il suo compagno di reparto. VOTO 5

Hamisk: Forse il migliore. Nella prima mezz'ora fa impazzire la difesa del Chievo, regala una palla d'oro ad Higuain che la spreca malamente. Nel secondo tempo impegna seriamente Bardi con un ottimo rasoterra, ma non trova la via del gol. Col passare dei minuti cala vistosamente, insieme al resto della squadra. VOTO 6.5

Callejon: Come per Albiol, dov'è finito il vero, letale Callejon? Una delle sue peggiori prestazioni da quando indossa la casacca azzurra, mai uno spunto, mai un dribbling, mai un inserimento degno di nota. Svogliato e disattento, forse distratto dalle voci di mercato, deve ritrovarsi al più presto. VOTO 4,5

Insigne: Il talentino napoletano alterna giocate di alta classe, come un pregevole assist ad Higuain, a momenti in cui scompare letteralmente dal gioco. È uno dei pochi, oltre ad Hamsik, a provarci. Una grandissima occasione, sventata dal solito, ottimo Bardi. VOTO 6
Higuain: Si mangia una ghiotta occasione ad inizio partita, sbaglia il rigore che avrebbe portato il Napoli in vantaggio, dopodichè il nulla. Completamente assente dal gioco per più di 60 minuti, deve ritrovare tranquillità e grinta. VOTO 4.5

Mertens: Pochi minuti per il folletto belga, ma nemmeno uno spunto degno di nota. Impalpabile. VOTO 5

De Guzman: Entra per dare ordine e qualità al centrocampo, ma sbaglia molti dei passaggi indirizzati verso i compagni. Non riesce a replicare l'esordio da sogno a Marassi. VOTO 5

Zapata: Un grandissimo colpo di testa, parato miracolosamente da Bardi, e poco altro. Ma era entrato per quello, quindi sufficienza per il colombiano VOTO 6

giovedì 28 agosto 2014

SSC NAPOLI: Grande realtà o Impresa a rischio zero?

28/08/2014. Il Napoli è fuori dai gironi di Champions League, giocando una partita degna di un film del miglior Dario Argento.
Una partita condizionata da errori commessi da giocatori che non sono e non possono essere utili a portare avanti il famoso "progetto Napoli" tanto decantato dal signor De Laurentiis.
Quest'ultimo ha sempre voluto un Napoli "Europeo", lo ha dimostrato prendendo uno degli allenatori più vincenti attualmente disponibili sul mercato; Ma se il desiderio del numero uno del Napoli era quello di diventare EUROPEO, perchè non investire sul mercato prima delle due partite più importanti della stagione?
Come si può pretendere di passare un preliminare con in campo gente come Gargano (migliore in campo nella partita d'andata, il che è tutto dire), Britos e Maggio? Benitez è si un allenatore vincente, ma non è un mago, e in quest'eliminazione ci ha messo anche del suo, tenendo in panchina giocatori come Inler e Zuniga, che dovrebbero essere due dei nostri punti di forza.
Ma la colpa non è e non può essere solo di Rafa. La colpa è di una società che non accetta di essere diventata una grande realtà del calcio italiano, e che, di conseguenza, non vuole migliorarsi per vincere; Perchè per migliorarsi ci vogliono investimenti importanti, bisogna comprare i tanto decantati Top Player, e, magari, fare un po' meno attenzione al bilancio.
 De Laurentiis, però, fa un ragionamento tanto favorevole per le sue tasche quanto deleterio per la SSC Napoli; Vuole evitare di rischiare un investimento importante che, magari, non porterebbe la squadra a vincere il campionato. Basti guardare alla vicenda Mascherano, e alle dichiarazioni del numero uno napoletano in conferenza stampa. Mascherano non assicura al Napoli lo scudetto, e di conseguenza, dato che ha 30 anni, non potrà neanche essere venduto alla stessa cifra per cui sarebbe stato acquistato.
Purtroppo il calcio non funziona così, basti guardare il signor Andrea Pirlo, che da emarginato in casa Milan, ha fatto vincere 3 scudetti alla Juventus.
L'unico interesse di De Laurentiis quindi non è quello di vincere, ma di rimanere stabilmente in posizioni che gli assicurino gli introiti della Champions League, dato che con quei soldi potrebbe fare mercato senza cacciare un € di tasca sua.
Se la politica di De Laurentiis è dunque quella di creare un'impresa sana, col bilancio in attivo, a rischio zero dato che di investimenti non se ne vedono, allora è riuscito nel suo intento; Se la sua politica è questa però, deve fare chiarezza con tutti quei tifosi che chiedono a gran voce la vittoria di un campionato.
Perchè la piazza è pronta a vincere, mentre la società ancora non lo è.. O non vuole esserlo.

lunedì 21 luglio 2014

Il declino del Calcio Italiano.

13 Luglio. La Germania è sul tetto del mondo. Il goal decisivo lo segna un ragazzino classe '92, Mario Gotze.

Ora voglio farvi una domanda. Secondo voi Gotze, perno prima del Borussia Dortmund ed ora del Bayern Monaco, in Italia dove sarebbe? Avrebbe avuto la stessa carriera? Io dico di no. Gotze, in Italia, sarebbe ancora a fare la gavetta tra Serie B e bassa Serie A. Questo perchè? Ve lo dico io. In Italia si preferisce puntare su giocatori già affermati, campioni a fine carriera, o sugli stranieri, piuttosto che puntare sui giovani nostrani, che magari hanno tantissimo da dare ad un movimento in palese declino. Il nostro campionato sta diventando una sorta di cimitero degli elefanti. Per capirlo, basta guardare gli arrivi di Evra, 33 anni. Keita, 35 anni. Ashley Cole, 33 anni. Si preferisce puntare su di loro, e mandare via i Verratti, i Donati, ecc. Altro esempio lampante che denota la pochezza del movimento calcistico italiano, è la questione Morata-Immobile. Perchè comprare un ragazzo di 20 anni, che se si rivelerà un fenomeno verrà ricomprato dal Real Madrid, e mandare via il capocannoniere della nostra Serie A? Per guadagnare qualche milioncino in più che servirà a togliere il segno meno dal bilancio? Il calcio italiano va rifondato, a partire dalle fondamenta, dalle scuole calcio, dove ormai più che alla carriera dei giocatori si pensa alla carriera dell'allenatore, il quale non bada più a formare calciatori, ma a vincere qualche torneo e garantirsi un futuro.  Solo quando si tornerà a puntare sui giovani italiani, quando non si vedrà SOLO nello straniero un giocatore forte e decisivo, quando la Lega Calcio farà il proprio dovere, impedendo l'iscrizione di alcune squadre sommerse dai debiti al campionato, il calcio italiano potrà tornare quello di un tempo. Magari i Totti, i Nesta, i Cannavaro, i Del Piero, i Baggio non torneranno più, ma ce ne saranno altri che ci daranno uguali soddisfazioni. Fino ad allora, il calcio italiano continuerà ad essere un movimento mediocre, fatto di brutte figure e di poche, pochissime soddisfazioni.