13 Luglio. La Germania è sul tetto del mondo. Il goal decisivo lo segna un ragazzino classe '92, Mario Gotze.
Ora voglio farvi una domanda. Secondo voi Gotze, perno prima del Borussia Dortmund ed ora del Bayern Monaco, in Italia dove sarebbe? Avrebbe avuto la stessa carriera? Io dico di no. Gotze, in Italia, sarebbe ancora a fare la gavetta tra Serie B e bassa Serie A. Questo perchè? Ve lo dico io. In Italia si preferisce puntare su giocatori già affermati, campioni a fine carriera, o sugli stranieri, piuttosto che puntare sui giovani nostrani, che magari hanno tantissimo da dare ad un movimento in palese declino. Il nostro campionato sta diventando una sorta di cimitero degli elefanti. Per capirlo, basta guardare gli arrivi di Evra, 33 anni. Keita, 35 anni. Ashley Cole, 33 anni. Si preferisce puntare su di loro, e mandare via i Verratti, i Donati, ecc. Altro esempio lampante che denota la pochezza del movimento calcistico italiano, è la questione Morata-Immobile. Perchè comprare un ragazzo di 20 anni, che se si rivelerà un fenomeno verrà ricomprato dal Real Madrid, e mandare via il capocannoniere della nostra Serie A? Per guadagnare qualche milioncino in più che servirà a togliere il segno meno dal bilancio? Il calcio italiano va rifondato, a partire dalle fondamenta, dalle scuole calcio, dove ormai più che alla carriera dei giocatori si pensa alla carriera dell'allenatore, il quale non bada più a formare calciatori, ma a vincere qualche torneo e garantirsi un futuro. Solo quando si tornerà a puntare sui giovani italiani, quando non si vedrà SOLO nello straniero un giocatore forte e decisivo, quando la Lega Calcio farà il proprio dovere, impedendo l'iscrizione di alcune squadre sommerse dai debiti al campionato, il calcio italiano potrà tornare quello di un tempo. Magari i Totti, i Nesta, i Cannavaro, i Del Piero, i Baggio non torneranno più, ma ce ne saranno altri che ci daranno uguali soddisfazioni. Fino ad allora, il calcio italiano continuerà ad essere un movimento mediocre, fatto di brutte figure e di poche, pochissime soddisfazioni.